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Celiachia, sfogo senza glutine

AEREO:

“Buongiorno Signorina, ho ordinato un pasto senza glutine”. “Si”, risponde cordialmente l’hostess, “controllo subito!” “Ha detto vegetariano signorina?”, continua l’hostess. “No”, rispondo. “Vegano?”, dice. “Noo”. “Ipocalorico?”, insiste. “No, signorina, senza glutine, un pasto per celiaci”. “Un attimo che controllo meglio”. Dopo qualche minuto, torna da me: “Mi spiace signorina, ci deve essere stato un errore, non abbiamo cibo senza glutine a bordo”. “Ah! Eppure l’ho prenotato personalmente alla compagnia!” “Signorina ci spiace, ma possiamo darle dell’ottima macedonia del pasto vegetariano”.

Ok, 8 ore di volo resisterò..

TRENITALIA:

Annunciamo ai clienti Trenitalia che la carrozza ristorante è aperta.

“Buongiorno signorina, dal menù leggo che adattate pasti vegetariani e ipocalorici, ma pasti senza glutine?”, osservo. “Mi spiace signorina, purtroppo non è previsto! Se vuole posso darle un contorno. Abbiamo verdure grigliate e come frutta una gran bella macedonia!”, dice la cameriera. “Grazie, purtroppo non ho scelta! Il contorno e la macedonia andranno benissimo”.

MENSA:

“Signora mi scusi, sono celiaca e avrei bisogno che mi indichi un possibile pasto senza glutine”, urlo da dietro al bancone tra la confusione. “Vedo delle verdure lì, posso mangiarle, vero? Sono semplicemente lessate?”. “No”, risponde la donna dietro al bancone, “non siamo sicuri che non sia venuto a contatto con farina”. “Ok. E lì c’è del riso, andrà bene..”. “No, è cotto con l’acqua della pasta”, mi ammonisce la donna. “Guardi, per oggi può prendere un po’ di insalata, ma domani le prepareremo del risotto bianco. Contenta?”, mi domanda. “Eh! Ma non è possibile avere un menu differente? Pasta con il pomodoro o condita come gli altri piatti?”, chiedo alla signora. “No signorina, c’è troppa confusione in cucina. Non possiamo.”

RISTORANTE:

“Buongiorno, vorrei prenotare un tavolo per 4 persone. Ah! Senta, c’è bisogno di un pasto senza glutine, è possibile?”, chiedo al métre. “Senza?”, mi domanda lui. “Senza glutine!”, rispondo. “Si, certo! Dovrebbe portarci però la pasta, al secondo ci pensiamo noi!”, mi rassicura. Perfetto!

Arrivo assieme ai miei ospiti al ristorante e siedo al tavolo prenotato. Chiamo subito lo chef per consegnargli il pacco di pasta. “Come la gradisce la pasta, signora? Con il pomodoro? Con il parmigiano? O con dell’ottimo olio d’oliva crudo?” . Esito. “Vede”, continua, “ancora non siamo molto attrezzati per la celiachia”. Adirata rispondo: “Un secondo andrà benissimo”.

Giornata mondiale della celiachia.

Tanta è la strada fatta, tanta è quella che rimane da percorrere.

Calatevi sempre nei panni degli altri, è l’unico modo per capire le sofferenze altrui.

B.A.

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