Home > Israele, Medio Oriente > Indignati Tel Aviv cercano casa

Indignati Tel Aviv cercano casa

luglio 2011

Foto Twitpic

(NTNN) – L’annuncio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di una serie di riforme per fermare le proteste che da 12 giorni arroventano il clima del Paese non convince gli indignati di Tel Aviv che promettono di restare in piazza fino a quando non sarà risolto il problema dell’aumento del carovita e del costo degli alloggi. Il piano proposto dal governo dovrebbe portare “enormi cambiamenti” e migliorare notevolmente la condizione abitativa di giovani coppie, studenti e soldati appena congedati.

Ma per i manifestanti non è altro che un tentativo di dividere il movimento offrendo privilegi a una parte della popolazione e trascurando il resto. Per questo, seguendo l’esempio degli indignados spagnoli, continueranno a occupare il centro di Tel Aviv con le loro tende, diventate il simbolo della difficoltà di comprare o affittare appartamenti in città. Tra dicembre 2007 e agosto 2010 i prezzi delle case sono aumentati del 35 per cento, facendo lievitare del 15 per cento il costo della vita.

La protesta contro l’aumento del prezzo degli alloggi si è propagata da Tel Aviv al resto del Paese e ha portato in piazza migliaia di persone. Domenica gli indignati hanno bloccato il traffico a Gerusalemme e hanno raggiunto i cancelli della Knesset, il Parlamento israeliano, mentre decine di migliaia di persone sono sfilate per le strade di Tel Aviv prima di essere disperse dalle cariche della polizia. Alle voci critiche si è aggiunta anche quella dei medici che chiedono migliori condizioni nella sanità pubblica. Un gruppo di dipendenti degli ospedali statali ha intrapreso una marcia di protesta da Ramat Gan a Gerusalemme, mentre l’Associazione medica israeliana ha annunciato uno sciopero della fame.

Netanyahu si trova ad affrontare la più grande protesta sociale nello Stato ebraico dall’inizio degli anni Settanta, quando migliaia di persone, guidate dal gruppo delle Pantere Nere, diedero vita a un movimento che si opponeva alla discriminazione ai danni dei mizrahi, gli ebrei provenienti dai Paesi del mondo arabo. “La crisi degli alloggi è un problema vero”, ha detto in un intervento televisivo il primo ministro che però ha attribuito le difficoltà dei giovani a trovare casa all’eccessiva burocrazia che rallenta la costruzione di nuovi edifici. Per risolvere la crisi, Netanyahu ha promesso la realizzazione di 50mila nuovi alloggi nei prossimi 18 mesi e di 10mila dormitori per studenti che usufruiranno anche di sussidi per i trasporti pubblici.

Ma i manifestanti ribadiscono la loro unità e il Sindacato nazionale degli studenti promette di continuare la battaglia: “Il primo ministro sta offrendo agli studenti un pacchetto di benefici senza precedenti e questo è apprezzabile. Ma gli studenti si stanno battendo per la società israeliana e non soltanto per loro stessi”. E a quanto pare la maggioranza della popolazione israeliana è con loro. Un sondaggio condotto dal quotidiano ‘Haaretz’ indica che l’87 per cento degli israeliani è dalla parte dei manifestanti e oltre la metà è insoddisfatto del modo in cui il primo ministro ha gestito la questione. (NTNN)

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: