Home > Marocco, Medio Oriente > Marocco. Polemica sulla libertà di religione

Marocco. Polemica sulla libertà di religione

(NTNN) – Nonostante la nuova costituzione e le riforme, il Marocco non è uno stato laico. L’avatar utilizzato da centinaia di utenti Facebook in questi giorni è lo slogan: “In Marocco mangiare uccide”. Il messaggio si riferisce all’incidente di due anni fa, quando sei marocchini furono arrestati per aver organizzato un pic nic durante il mese di Ramadan. L’azione di protesta era stata organizzata dal Movimento alternativo per la libertà individuale (Mali) per opporsi al divieto di consumare cibi negli spazi pubblici durante il mese sacro. Due anni e una Costituzione dopo, l’ordinamento giuridico marocchino ancora non garantisce libertà di religione ai suoi cittadini ed è ancora in vigore l’articolo 222 del codice penale che condanna da uno a sei anni chi rompe il digiuno in pubblico. I marocchini musulmani non professanti sono obbligati a rispettare il digiuno islamico in pubblico e tutti i servizi di ristorazione sono sospesi durante le ore del giorno, fatta eccezione per i turisti stranieri. I membri del Mali ritengono che per molti marocchini, l’Islam non sia una scelta personale di fede, ma un obbligo da rispettare in quanto membri di una comunità. Il Mali, attivo dal 2009, dal giorno dell’azione dimostrativa ha subito molte ritorsioni delle autorità e di membri del governo e molti suoi attivisti sono stati arrestati e minacciati. Secondo Ibtissame Lachgar, co-fondatrice del gruppo e attivista politica, lo scopo dell’azione dimostrativa di due anni fa non era mettere in discussione l’importanza del Ramadan per i musulmani, ma contestare le contraddizioni tra la legge marocchina e i trattati internazionali che questo Paese ha ratificato. “Non è possibile imporre ai marocchini in patria il rispetto delle regole e permettere a chi vive all’estero di sfuggire a queste restrizioni”.

Abdelillah Benkirane, leader del principale partito di opposizione, aveva condannato la richiesta di maggiore laicità nell’ordinamento giuridico marocchino poco prima che re Muhammad VI presentasse la nuova Costituzione. Secondo il leader politico, introdurre maggiore libertà religiosa nella nuova Carta è una minaccia per la natura islamica della società marocchina. Di fronte alla mobilitazione popolare ispirata dalle rivolte in Tunisia e in Egitto, re Mohammed VI aveva aperto alle riforme con il plauso delle tre principali forze politiche del Paese: il partito islamico Giustizia e Sviluppo; l’Unione socialista delle Forze popolari (Usfp); i conservatori dell’Istiqlal. (NTNN)

Annunci
  1. ale
    31 agosto 2011 alle 11:01

    ecco, adesso i paesi rivoluzionari si spostano (come era ovvio dalla forte presenza dei Fratelli Musulmani) ancor più verso l’islam divenendo cellule di un animo conservatore represso dai contatti con l’Occidente. A me fa paura quanto il fatto che in Tunisia bandiscano la pornografia!

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: