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Siria. Torturato Ali Ferzat, vignettista anti-regime

(NTNN) – Ali Farzat, uno dei più famosi vignettisti del mondo arabo, è stato torturato e poi scaraventato fuori da un’auto in corsa nel tratto di strada che unisce l’aeroporto a Damasco. Sotto accusa sono le forze di Sicurezza siriane. Ali Farzat, famoso in Siria per la sua satira contro il governo, è stato sequestrato nella piazza antistante la moschea degli Omayyadi ed è stato picchiato duramente soprattutto sulle mani. Il disegnatore aveva pubblicato una serie di vignette molto critiche nei confronti della repressione del governo di Bashar al-Assad, fin dall’inizio delle proteste in Siria. Le caricature che hanno suscitato maggiore clamore sono due: nella prima il presidente siriano Bashar tenta, con una valigia in mano, di prendere un passaggio dal leader libico in fuga, Muhammar Gheddafi; la seconda mostra un Assad in uniforme di fronte allo specchio, con dietro un’ombra che sovrasta l’esile figura del presidente. Nei suoi lavori, quasi sempre senza didascalie, il vignettista  ha spesso condannato l’ipocrisia dei leader siriani e le ingiustizie che i popoli arabi subiscono quotidianamente.

Ali Farzat, nato nella città di Hama, collabora dall’età di quattordici anni con i principali giornali arabi: al-Ayyam, Tishreen e al-Thawra. Vincitore del premio internazionale di Grafica a Berlino nel 1980, è diventato un grafico di fama internazionale. L’esposizione a una mostra nel 1989 all’Istituto del Mondo Arabo in Francia gli costò una condanna a morte da Saddam Hussein e il divieto di ingresso in Giordania, Iraq e Libia. La vignetta in questione era “Il Generale e le decorazioni” che rappresentava un generale mentre distribuiva decorazioni militari al posto di cibo ai cittadini arabi affamati. Ali Farzat ha pubblicato oltre 15mila caricature ed è presidente dell’Associazione Fumettisti arabi.

Nella stessa giornata, la delegazione umanitaria dell’Onu è stata costretta ad abbandonare il Paese, su invito dello stesso presidente Bashar al Assad. Secondo Lynn Pordoe, vicesegretario generale della delegazione umanitaria delle Nazioni Unite, il presidente Assad non dice ancora nulla sulle violenze commesse contro i civili e continua a parlare solo degli attacchi armati contro l’esercito e la polizia. “La sua incapacità di imprimere un cambiamento nell’azione delle forze di sicurezza rende poco credibili i suoi annunci e la comunità internazionale resta scettica”. Intanto altri otto civili sono stati uccisi dalle forze di sicurezza in Siria la notte scorsa. L’ennesimo spargimento di sangue a opera dei militari e’ stato denunciato da fonti dell’opposizione, secondo cui la repressione si e’ scatenata in reazione alla marcia di ieri sera a Kisweh, zona sud di Damasco, dove vivono migliaia di profughi provenienti della alture del Golan. Secondo alcuni attivisti per i diritti umani, militari siriani sono presenti con carri armati nelle città di Shuhail e Deir el-Zour.(NTNN)

 

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