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Le donne voteranno

(NTNN) – L’attesa per le donne saudite è finita ieri con la concessione del diritto di voto annunciato da re Abdullah, dopo mesi di campagne di sensibilizzazione e di iniziative provocatorie e il timore che la primavera araba arrivasse a Riad. Sebbene le saudite potranno votare e candidarsi soltanto dalle prossime elezioni amministrative, nel 2015, e non in quelle imminenti di giovedì, la decisione del monarca ha portata storica. Nel regno della Penisola arabica vige un islam conservatore e tradizionalista che sottopone le donne a rigide regole, limitandone le libertà di movimento e di espressione.

Il diritto di voto è l’inizio di un lungo cammino di emancipazione anche se su alcuni blog arabi si è ironizzato sul fatto che molti altri divieti, come quello di guidare, continueranno a condizionare la vita delle saudite: ‘Come vai a votare se non puoi guidare?’. Ma le attiviste per i diritti civili hanno comunque accolto con soddisfazione la decisione del monarca 86enne, presa in accordo con i massimi teologi del regno ma anche sotto la pressione internazionale. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno spinto sull’alleato per maggiori aperture e per riforme che coinvolgessero le donne, anche loro nel timore che proteste simili a quelle in Tunisia, in Egitto e in Yemen, destabilizzino la regione.

Da tempo le saudite rivendicavano il diritto di votare e di candidarsi e negli ultimi mesi avevano sfidato i divieti tentando di registrarsi per le amministrative di giovedì prossimo, in cui sono candidati 5.000 uomini in 285 Comuni. Altre attiviste si erano messe al volante per chiedere di poter guidare e non dipendere più da parenti, tutori e autisti, e alcune di loro erano state fermate dalla polizia.

Il conquistato diritto di voto si inserisce comunque in un sistema di rappresentanza piuttosto limitato e recente, quello di una monarchia ereditaria assoluta che ha concesso il voto per la prima volta sei anni fa. Nel Paese non sono ammessi partiti politici e nei Consigli comunali la metà dei seggi è assegnata dal governo e l’altra metà è eletta, mentre i 150 esponenti dell’Assemblea consultiva (Majlis Ash-Shura) sono nominati dal re per quattro anni. (NTNN)

(S.G.)

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