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Prigionieri palestinesi in sciopero della fame

28 settembre 2011

Foto: freegazaorg

(NTNN) – I prigionieri del Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp), hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il regime di isolamento cui è sottoposto il loro leader, Ahmed Sa’dat, assieme ad altri 20 prigionieri detenuti nelle prigioni israeliane. Nei centri di detenzione di Raymon e Nafhaf, lo sciopero è stato annunciato in concomitanza con la visita del ministro per la Sicurezza nazionale di Israele, Yitzhak Aharonovich, che ha fatto sapere di non essere disposto ad accogliere le loro richieste. In risposta, i prigionieri  hanno assicurato che oltre al cibo, rifiuteranno di indossare le uniformi, di obbedire agli ordini delle guardie carcerarie e di presentarsi agli appelli. Nella prigione di Shatta i detenuti rifiuteranno di incontrare legali e parenti se portati ancora in sala visite con mani e piedi incatenati.

La protesta dei prigionieri palestinesi segue quella iniziata due giorni fa da Jamal ‘Abdel Salam Abu Hejah, leader di Hamas, che fu arrestato nel 2002 con l’accusa di aver guidato un’operazione militare in difesa del campo profughi di Jenin, che costò la vita a sette israeliani.  Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto al governo di Benjamin Netanyahu di togliere Abu Hejah dall’isolamento carcerario che dura da quasi dieci anni.

Per Addameer, associazione per i diritti umani, sono circa 7.000 i detenuti nelle carceri israeliane e di questi almeno 500 sono in detenzione amministrativa. La misura cautelare, introdotta nel 1970 dall’Ordine Militare Israeliano, prevede che  un comandante militare, per ragioni di sicurezza, possa mantenere una persona in custodia senza limiti di tempo e senza imputazione. “Il provvedimento di detenzione amministrativa rappresenta una chiara violazione dei diritti fondamentali dei detenuti, inclusi il diritto alla difesa, a un equo e pubblico processo, e alla presunzione di innocenza”.

Il problema dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane è stato affrontato anche dal leader dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas, che in occasione del discorso all’Assemblea generale dell’Onu sul riconoscimento dello Stato palestinese ha detto: “il rilascio dei prigionieri politici palestinesi detenuti in Israele è fondamentale per la pace tra i due Paesi”. (NTNN)

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