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Tunisi. Si apre ‘Arab bloggers 2011’

03 ottobre 2011

(NTNN) – Gli artefici della primavera araba si sono dati appuntamento dove tutto è iniziato. Si è aperta a Tunisi la ‘Arab Bloggers 2011’ che riunisce centinaia di blogger, protagonisti della rete, attivisti per i diritti umani e avvocati, per discutere del ruolo dei social media e del giornalismo partecipativo nelle rivoluzioni. La capitale tunisina è stata scelta per la terza edizione della manifestazione -le prime due si svolsero a Beirut- per ricordare il luogo in cui nacque la primavera araba, il grande movimento popolare che, grazie anche all’aiuto dei social network, portò al rovesciamento di regimi decennali, come quello tunisino, egiziano e libico. L’organizzatore dell’appuntamento, Malek Khadraoui, amministratore del sito tunisino Nawaat, in un’intervista alla France Presse ha detto che “E’ un incontro eccezionale perché tutti i blogger invitati hanno avuto un ruolo decisivo nelle sollevazioni  e potranno adesso conoscersi di persona e rendere il loro attivismo politico più sinergico e coordinato”.

Durante l’incontro interverranno almeno 200 blogger, tra cui: Sultan al Qassemi, dagli Emirati Arabi, conosciuto con l’account twitter sultanalqassemi, che ha più di 78mila fan; l’egiziana Manal Hassa, nota al mondo dei blogger come Manal, che ha raccontato 24 ore su 24 le manifestazioni di piazza Tahrir; il libico Ghazi Gheblawi, che da Londra ha rilanciato la protesta dei ribelli della Cirenaica. Ancora da confermare la partecipazione della blogger tunisina Lina ben Mhenni e dell’egiziano Wael Ghonim candidati al premio Nobel per la Pace, che verrà assegnato il 7 ottobre a Oslo.

I dibatti saranno tutti in diretta su twitter attraverso l’hashtag ‘#AB11’. Si parlerà di come  blogger e tweet influenzano la vita politica; del ruolo di Wikileaks nelle primavere arabe; dell’affidabilità delle informazioni in rete; del rapporto con i principali mezzi di informazione tradizionali e delle rivolte in Bahrein, Siria e Yemen, le cui sorti sono ancora incerte. Le domande che imperversano in rete e cui i blogger e gli esperti di diritti umani dovranno rispondere sono: perché le rivoluzioni attraverso il web hanno funzionato in Egitto e in Tunisia, ma sono in stallo in altri Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente? Come la tecnologia può è essere sfruttata per consentire che siano espresse le libertà e i diritti degli utenti?

La decisione del ministero dell’Interno tunisino di non concedere il visto ad alcuni blogger palestinesi ha scatenato le proteste della rete. Mentre è incerta la sorte degli attivisti digitali yemeniti partiti alla volta di Tunisi e mai arrivati.

Il rapporto tra internet e politica sarà comunque il filo comune del dibattito, in considerazione anche delle candidature di sette blogger alle elezioni del 23 ottobre in Tunisia. (NTNN)

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