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Campagna israeliana su Facebook. Il motto: “Iraniani vi amiamo”

La campagna israeliana “Iraniani vi amiamo, non bombarderemo il vostro paese”, partita dai due grafici Roni Edri e Michael Tamir,  ha raggiunto lo scopo prefissato: il messaggio è giunto a destinazione. Sono stati centinaia gli utenti iraniani che hanno condiviso su Facebook il post e il logo: “Non vi bombarderemo mai. Noi vi amiamo” e hanno risposto al messaggio d’amore. L’intenzione, ha spiegato uno degli ideatori della campagna, è superare lo scontro politico che vede fronteggiarsi i due Stati, ma non i due popoli.

Roni da Tel Aviv ha scritto: “A tutti i padri, le madri, i bambini, i fratelli e le sorelle. Se ci deve essere una guerra tra noi, dapprima dobbiamo aver paura l’uno dell’altro e poi dobbiamo odiarci. Ma io non vi temo, né vi odio. Neanche vi conosco. Nessun iraniano mi ha mai fatto del male, anzi non l’ho mai neanche incontrato un iraniano (..) soltanto uno, in un museo a Parigi. Un altro l’ho visto qualche volta in tv e parlava della guerra, ma non credo che parlasse a nome del popolo iraniano. Allo stesso modo, se vedi qualcuno in Tv che parla di guerra e di bombardamenti, sii certo che non rappresenta la popolazione israeliana”.

Immediata la risposta di un’iraniana: “Ho appena letto il tuo bellissimo messaggio sui miei concittadini. Mi ha scaldato il cuore e mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. Voglio dirti che noi iraniani pensiamo lo stesso, vogliamo solo la pace. Noi odiamo la guerra e i massacri, siamo parte di un solo corpo (…). Mi sono sempre chiesta se voi ragazzi israeliani odiate noi iraniani perché sono sicura che il vero volto dell’Iran non vi sia stato mostrato. L’unica cosa che ci importa è il vostro gran cuore, non la cultura (..), religione o il vostro paese di appartenenza.

Laddove l’arte della diplomazia non ha raggiunto alcun obiettivo, se non quello di inasprire i rapporti tra i due paesi, i giovani sono riusciti con i pochi, ma efficienti mezzi a loro disposizione, a dialogare e a trovare un punto di intesa. Quel volto della popolazione che non è mai stato mostrato all’altro, si diffonde adesso attraverso Facebook sfidando le ripercussioni dei relativi governi. Mentre Israele e Iran si contendono gli interessi geopolitici del Medio Oriente, i due popoli si uniscono e alzano bandiera bianca.

Barbara Alvino

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  1. Anonimo
    23 marzo 2012 alle 23:52

    Il problema è che,riguardo a social networks, hannoun potere tale da nullificare un’azione del genere (vd. la clonazione di facebook per arrestare gli attivisti pacifisti iraniani). Per quanto sia importante nel panorama informatico, nulla può fare dal punto di vista diplomatico. Speriamo in un futuro migliore Oppure nell’annichilimento completo di Israele…muuuuuuuuahahahaha

    • anonimo too
      24 marzo 2012 alle 17:04

      e bravo stronzo

  2. susan elbert
    24 marzo 2012 alle 23:17

    why not? as a clinician, I think its healthy. propaganda has demonized Israelis. And Iranians. People are the same. The leaders are different. Iran’s leaders are guilty of crimes against humanity. The leaders of iran dont care if the people live or die. Reaching out. Personalizing. Putting a face on an unknown–cuts through the fear. Cuts through layers of filthy and flimsy lies that antiquated leaders are trying to cram down the throats of brave, young people. Will this campaign prevent violence? Maybe. Maybe not. It can do no harm. The smaller the world becomes, the more walls that are broken down, the better…Enpowers people one by one.

  3. susanelbert46@gmail.com
    25 marzo 2012 alle 23:28

    If only life was so uncomplicated
    The people Are good
    The clerics psychotic

  4. patrizia
    27 marzo 2012 alle 18:35

    E’ bellissimo! L’Amore deve trionfare!. Mi sono venute le lacrime agli occhi nel leggere quello che si sono scritti i due ragazzi, è tutto vero, non siamo noi che vogliamo le guerre ma sono i politici che seminano odio, e allora, tutti Noi, e siamo tanti, lottiamo con tutti i mezzi che abbiamo e diciamo NO.

  5. 18 febbraio 2014 alle 10:16

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  6. 8 marzo 2014 alle 15:03

    At this time it looks like Drupal is the preferred blogging platform available right now.
    (from what I’ve read) Is that what you are using on
    your blog?

  7. 27 aprile 2014 alle 01:13

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