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Senegal, squalificato per cinque anni l’attaccante che denunciò la corruzione

(NTNN) – È guerra aperta tra El-Hadji Ousseynou Diouf, uno dei calciatori africani più importanti del decennio appena trascorso, e la federazione calcistica senegalese (Fsf). L’attaccante, messosi in mostra durante il campionato mondiale del 2002 e vincitore per due volte del pallone d’oro africano, è stato sospeso per cinque anni da ogni attività agonistica e dirigenziale. La decisione è stata presa dalla federazione dopo che Diouf non si è presentato il 20 luglio scorso davanti alla commissione disciplinare, dove era atteso per spiegare le sue affermazioni sulla corruzione dilagante nel calcio africano. La squalifica, con effetto immediato, potrebbe essere revocata se il calciatore decidesse di rispondere all’invito di comparizione della Fsf.

Il caso è scoppiato alla fine di giugno. Diouf, intervistato da ‘Radio France international’, rivolse accuse pesanti a tutto il sistema calcistico africano e denunciò gli intrallazzi tra politici e funzionari delle federazioni dei singoli Paesi: “I dipartimenti danno soldi ai presidenti ma loro non pagano i premi ai giocatori. È inaccettabile. La maggior parte delle federazioni ama i soldi del calcio ma non ama il calcio”. La commissione disciplinare convocò Diouf subito dopo l’intervista, ma il calciatore non si presentò nella data stabilita. Alla testata sportiva francese ‘Stade’, Diouf dichiarò di non aver mai ricevuto l’avviso di comparizione. Nella stessa occasione, incalzato sulle possibili ritorsioni della federazione, l’attaccante rispose che nel caso in cui fosse stato colpito da una squalifica non avrebbe esitato ad aprire un contenzioso con i vertici della sua federcalcio senegalese.

La notizia della sospensione ha scatenato un’alzata di scudi in Senegal. Diouf, attualmente in forza al club inglese del Blackburn Rovers, nonostante sia ormai a fine carriera è considerato un vero e proprio simbolo nel suo Paese. Mbaye Badji, ex centrocampista titolare della nazionale senegalese, ha dichiarato che la sentenza è esagerata: “Qualunque possano essere le sue colpe, quello che ha fatto per il nostro Paese è inequivocabile. Cinque anni di sospensione sono troppi”. Il presidente della squadra della capitale Dakar, Leonard Diagne, ha invece sottolineato come, pur disapprovando il comportamento del calciatore, la squalifica sia eccessiva e dannosa al clima del Paese: “Sarebbe più auspicabile un incontro tra Diouf e il presidente della federcalcio per discutere di ciò che andrebbe fatto per migliorare la situazione attuale”. (NTNN)

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