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Archive for the ‘Libano’ Category

Libano. Studenti e blogger contro l’omofobia

10 maggio 2012 1 commento

E’ stato il contenuto xenofobo dell’articolo pubblicato da Mohamad Sibai sul giornale dell’Università americana di Beirut a suscitare scalpore tra gli studenti libanesi e la comunità della rete. “Ciò che non vogliamo è che il Libano passi per un paese che odia gli omosessuali”, ha scritto un giovane blogger. Nell’articolo “Please me at any price” pubblicato su Outlook Newspaper, Sibai racconta di essere stato disturbato  dalla visione di due giovani gay che si tenevano la mano mentre passeggiavano per Hamra. Un pensiero, così terribile, che lo ha accompagnato per tutto il giorno, “se questa è la secolarizzazione cui il Libano aspira…non deve essere una così buona idea”.

Sono passate poche ore dalla pubblicazione dell’articolo che la reazione degli studenti prima -e dei blogger dopo- ha reso necessarie le scuse da parte di  LGBT Media Monitor che ha chiesto alla comunità internet di intervenire, postando  commenti in risposta all’articolo xenofobo direttamente sulla loro pagina. Tra i cybernauti indignati che accusano l’autore dell’articolo di essere infantile e di occuparsi di problemi inesistenti, Elie Wafi ha scritto: “Con tutti i problemi che ha il nostro paese ti preoccupi di due gay che camminano tenendosi per mano. Ti impediscono forse di camminare, di andare a lavoro, di mangiare o di passare una serata con gli amici?”. Antoine Atallah se la prende con il giornale -complice a suo avviso di un tributo all’omofobia- ma difende la libertà di espressione. Tuttavia riflette: “la nostra libertà termina lì dove inizia quella altrui e insultare, stigmatizzare una parte importante della nostra società non può essere considerata libertà”.

Più che l’articolo in sé è interessante notare il sostegno dei giovani libanesi alla comunità gay libanese. Tanti sono stati i ringraziamenti che l’autore dell’articolo ha ricevuto pubblicamente: “Grazie a te ora sappiamo che tanta gente ci supporta”. Spiazzante invece il silenzio dei media libanesi. Solo al Akhbar ha approfondito l’argomento e ha pubblicato un intervista a un attivista per i diritti omosessuali.

Barbara Alvino

Questo articolo puoi trovarlo anche su LiberoReporter

Gli arabi odiano le donne? Secondo un’attivista egiziana, si!

Le donne arabe hanno abboccato all’amo. L’esca era l’articolo di Mona Eltahawy, giornalista egiziana e attivista per i diritti umani, pubblicato su Foreign Policy nell’edizione dedicata alla sessualità e intitolato  “Perché gli uomini ci odiano?”. Alla richiesta avanzata da Eltahawy ai lettori di ammettere che gli uomini nel mondo arabo odiano le donne e che ad alimentare le violenze sia un mix tossico di cultura e religione, si è acceso il dibattito su Twitter. Molti i messaggi di apprezzamento dell’articolo: @moniaahmed “brillante”; @TheRobinMorgan “La maggior parte degli uomini nelle società patriarcali odiano le donne. Siamo bellissime quando siamo arrabbiate. Hai il mio supporto”; @elledahoneymoon “Sono fiera della tua forza, del tuo coraggio e della tua saggezza”. Ma molti altri quelli critici: @Thomas Sorlie “Se odi gli uomini come alcuni uomini odiano le donne, qual è la differenza? L’odio è odio. La maggior parte degli uomini in realtà amano”; @iranGBT “Mi ero chiesto quale fosse l’origine del tuo accento britannico. Ora lo so. Te l’ha dato la regina! Colonialista!”

Anche la scelta dell’immagine che accompagna l’articolo ha destato polemiche. Una donna nuda
dipinta di  nero, come a riproporre il burqa che lascia scoperti solo gli occhi, ha suscitato l’indignazione di alcune giornaliste arabe. La copertina “degrada e insulta ogni donna che indossi o abbia indossato il niqab.. e riduce a oggetto esotico e misterioso le donne arabe”, ha scritto Sama Errazouki che ha accusato Mona Eltahawy di non parlare a nome delle donne arabe. Anche la giornalista Nesrine Malik ha criticato l’autrice dell’articolo per aver ridotto il problema dell’odio contro le donne a una questione di genere: “Se le manifestanti egiziane arrestate sono state sottoposte a test di verginità, i loro compagni maschi sono stati sodomizzati”.

Per la maggior parte delle donne che sono intervenute nel dibattito, l’articolo di Mona Eltahawy è per lo più un appello ai lettori occidentali chiamati a salvare le donne arabe ridotte allo stereotipo “velo e imene”. Leila Ahmed, scrittrice e docente ad Harvard, fa presente che molte delle donne che hanno combattuto per i diritti umani al fianco degli uomini indossavano il velo come impegno verso l’Islam e che le “femministe di ogni religione hanno sempre dibattuto fieramente sulle ragioni chiave dell’oppressione delle donne”. Non resta che capire se il problema sia il razzismo, l’imperialismo, l’oppressione di classe, l’ignoranza o un mix di tutte queste ragioni?

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Barbara Alvino

Israele-Libano: scontro per le risorse energetiche

 

(NTNN) – E’ scontro tra Israele e Libano per le risorse energetiche nei fondali al confine tra i due Paesi.A scatenare la disputa marittima è stata la ratifica del governo di Benyamin Netanyahu dell’accordo stipulato nel 2007 con Cipro, che concede a Israele il controllo di 1.250 chilometri quadrati di mare che comprendono i giacimenti di Leviathan, il più grande serbatoio di gas nel Mediterraneo, e di Dalit e Tamar, 130 chilometri al largo di Haifa. Riserve che garantirebbero a Israele la piena autosufficienza. Il ministro libanese dell’Energia, Gebran Brassil, ha fatto sapere che il Libano non rinuncerà mai alle sue risorse ha auspicato un intervento dell’Onu.

Il governo israeliano ha chiesto a Beirut di aprire una trattativa su tutte le controversie di confine, terrestri e marittime e ha detto che considererà un attacco al proprio territorio eventuali sabotaggi agli impianti di estrazioni di gas. (NTNN)

Hezbollah: infiltrazione di spie israeliane

 

Hassan Nasrallah

(NTNN) E’ stata rivelata la presenza di decine di spie israeliane infiltrate per anni tra gli alti ranghi di Hezbollah, il partito sciita libanese che controlla il sud del Libano, come riferito dal giornale del Kuwait ‘Al Rai al-Aam’. La scoperta della rete spionistica collegata allo Stato israeliano è avvenuta in seguito ai numerosi arresti dell’ultima settimana contro alcuni membri del partito, tra cui un parente dell’incaricato dei rapporti tra Siria e Iran.

Il quotidiano ‘Rai’ ha definito i dirigenti di Hezbollah “sbalorditi dal livello dell’infiltrazione israeliana”. Sembra che il movimento sciita si sia accorto che tra le sue fila si nascondessero delle talpe, e per farle venire allo scoperto abbia lanciato un’esca: una finta fuga di notizie su Israele che avrebbe indotto ‘le spie’ a esporsi. “Israele”, scrive Al-Rai al-Aam, “non ha saputo gestire questo gioco di intelligence e ha spinto i suoi agenti dritti nella trappola”.

Hassan Nasrallah, leader del partito, ha già una lunga esperienza in materia di guerra di spionaggio: negli ultimi due anni i giornali libanesi hanno riportato numerosi arresti contro collaboratori di Israele vicini al movimento. Il segretario generale in questi giorni sta facendo i conti con le critiche dei suoi sostenitori infastiditi da un atteggiamento troppo comprensivo nei confronti del presidente siriano Bashar al Assad, principale alleato del partito.

La scorsa settimana il primo ministro libanese, Najiib Mikati, ha annunciato il nuovo esecutivo nel quale Hezbollah ha fatto il pieno di ministeri, 18 su 30. (NTNN)

Barbara Alvino

http://www.ntnn.info/it/articles/hezbollah-infiltrazione-di-spie-israeliane.htm

Libano, donna in scooter aggredita

TIRO. Rasha, giovane donna libanese, è stata inseguita e insultata dal conducente di un auto mentre tornava a casa dal lavoro con il suo scooter. Durante la fuga, l’uomo ha cercato di fermare la giovane che, impaurita, ha chiesto aiuto ai passanti. Una volta raggiunto, l’aggressore è stato percosso e consegnato alla polizia.

“Non è la prima volta che accadono cose di questo genere”, dice Rasha. “Il problema di fondo è la società intera. Vedere una donna che va in giro con un moto scooter non lascia indifferenti gli uomini di qui. E’ considerato “normale” vedere le donne che vanno in bicicletta”.

Cintura nera di kickboxing e di karate, Rasha è abituata a difendersi da offese, purtroppo troppo spesso, non solo verbali.  “La maggior parte delle persone si stupiscono quando vedono una donna a bordo di uno scooter e spesso volano insulti. Quando esco dal lavoro è piacevole il tragitto fino a casa, soprattutto quando l’aria è fresca. Guidare una macchina non è così piacevole. Molte donne non hanno mai giudato uno scooter, ma se lo provassero non ne farebbero più a meno!! Mi accusano di non rispettare le norme etiche della nostra comunità, ma io non capisco cosa ci sia di sbagliato. Insomma, vedere un uomo che guida un motorino è normale, ma se lo fa una donna no”.

Rasha incoraggia tutte le donne a rompere con il passato nel rispetto dell’intera collettività. Scegliere di vivere la propria vita liberamente, secondo le proprie idee, non può essere considerata un’offesa all’etica di una comunità.

Rasha conclude: “La società sta cambiando e le donne sono parte di questo cambiamento, restiamo unite!”.

Barbara Alvino

Fonte: www.neswacafe.com

Libano: Stop alla violenza sulle donne

E’ prevista per il 29 maggio la manifestazione che vedrà in piazza a Beirut 50 associazioni, movimenti giovanili e studenti universitari con l’intento di spingere il governo a modificare la legge in vigore in merito alla violenza domestica sulle donne.

“Non è possibile che la violenza domestica non sia considerata reato. L’uso della violenza non può essere giustificato in nessun caso, ed è in contrasto anche con le leggi religiose. Ciò a cui le donne sono esposte quotidianamente è incompatibile con tutte le regole del buon musulmano”, dice l’avvocato Leila Awada.

“Vogliamo che i tribunali giuridici religiosi ci difendano e che si esprimano in merito a questo argomento. Il silenzio dura da troppi anni e la situazione sta diventando insostenibile. La maggior parte degli ostacoli incontrati fino ad ora non sono di tipo tecnico, ma mentali!”.

“E’ la cultura del maschio medio libanese che crede di avere qualunque tipo di diritto tra le mura domestiche”, continua Awada.

“Chiediamo che sia punito l’uso della violenza in ambito domestico. Il nostro non è un accanimento contro gli uomini, è una guerra alla violenza e a chi ne fa uso, uomo o donna che sia”.

I sostenitori della campagna denunciano il governo di non aver dato il sostegno promesso e di aver abbandonato le vittime di violenza. “Se non fosse stato per il lavoro svolto da molte ONG, molte donne subirebbero ancora abusi e violenze”.

Chiedono che ci sia maggiore tutela della dignità della donna e che si arrivi a un dibattito costruttivo, sfruttando anche il supporto dei media.

“Lo Stato deve mantenere le promesse date, stanziare un fondo per l’assistenza alle vittime e aprire una clinica per il recupero”.

Barbara Alvino

http://shabab.assafir.com/Article.aspx?ArticleID=4264

Libano, finalmente online il “Caffè delle Donne”

24 maggio 2011 1 commento


Si chiama “Cafè delle Donne” il nuovo giornale libanese online, tutto al femminile diretto prevalentemente alle donne arabe.

“Cafè delle Donne”, lanciato nei giorni scorsi, sta riscuotendo già un gran successo.

“L’obiettivo è promuovere la partecipazione politica, sociale e culturale delle donne arabe”, dice Ali Atwi, capo redattore del giornale. “E’ un giornale indipendente, senza alcuna affiliazione politica o religiosa”.

“Il nostro giornale è il primo a rivolgersi esclusivamente alle donne, toccando argomenti a loro affini. Creare un luogo in cui sia possibile manifestare le proprie opinioni, aspirazioni e preoccupazioni per una società in trasformazione è un dovere per una paese che si definisce moderno”.

“I modelli femminili proposti dai media spesso non rispecchiano la semplicità della donna araba. Noi parliamo a tutte le donne, intellettuali, lavoratrici e in carriera”.

“Abbiamo voluto creare un giornale tutto al femminile, e speriamo che il nostro sia solo il primo di una lunga serie”, dice Salima.

“Vogliamo creare un network che abbracci l’intero mondo arabo, siamo stanche di essere accusate di essere “arretrate”, dimostreremo al mondo cosa sono in grado di fare le donne libanesi, musulmane e non”.

Barbara Alvino

Tratto da «السفير»

www. neswacafe.com

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