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Archive for the ‘Turchia’ Category

Gli arabi odiano le donne? Secondo un’attivista egiziana, si!

Le donne arabe hanno abboccato all’amo. L’esca era l’articolo di Mona Eltahawy, giornalista egiziana e attivista per i diritti umani, pubblicato su Foreign Policy nell’edizione dedicata alla sessualità e intitolato  “Perché gli uomini ci odiano?”. Alla richiesta avanzata da Eltahawy ai lettori di ammettere che gli uomini nel mondo arabo odiano le donne e che ad alimentare le violenze sia un mix tossico di cultura e religione, si è acceso il dibattito su Twitter. Molti i messaggi di apprezzamento dell’articolo: @moniaahmed “brillante”; @TheRobinMorgan “La maggior parte degli uomini nelle società patriarcali odiano le donne. Siamo bellissime quando siamo arrabbiate. Hai il mio supporto”; @elledahoneymoon “Sono fiera della tua forza, del tuo coraggio e della tua saggezza”. Ma molti altri quelli critici: @Thomas Sorlie “Se odi gli uomini come alcuni uomini odiano le donne, qual è la differenza? L’odio è odio. La maggior parte degli uomini in realtà amano”; @iranGBT “Mi ero chiesto quale fosse l’origine del tuo accento britannico. Ora lo so. Te l’ha dato la regina! Colonialista!”

Anche la scelta dell’immagine che accompagna l’articolo ha destato polemiche. Una donna nuda
dipinta di  nero, come a riproporre il burqa che lascia scoperti solo gli occhi, ha suscitato l’indignazione di alcune giornaliste arabe. La copertina “degrada e insulta ogni donna che indossi o abbia indossato il niqab.. e riduce a oggetto esotico e misterioso le donne arabe”, ha scritto Sama Errazouki che ha accusato Mona Eltahawy di non parlare a nome delle donne arabe. Anche la giornalista Nesrine Malik ha criticato l’autrice dell’articolo per aver ridotto il problema dell’odio contro le donne a una questione di genere: “Se le manifestanti egiziane arrestate sono state sottoposte a test di verginità, i loro compagni maschi sono stati sodomizzati”.

Per la maggior parte delle donne che sono intervenute nel dibattito, l’articolo di Mona Eltahawy è per lo più un appello ai lettori occidentali chiamati a salvare le donne arabe ridotte allo stereotipo “velo e imene”. Leila Ahmed, scrittrice e docente ad Harvard, fa presente che molte delle donne che hanno combattuto per i diritti umani al fianco degli uomini indossavano il velo come impegno verso l’Islam e che le “femministe di ogni religione hanno sempre dibattuto fieramente sulle ragioni chiave dell’oppressione delle donne”. Non resta che capire se il problema sia il razzismo, l’imperialismo, l’oppressione di classe, l’ignoranza o un mix di tutte queste ragioni?

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Barbara Alvino

Turchia. Asse democratico con l’Egitto

19 settembre 2011 1 commento

Foto: Foreign and Commonwealth Office

(NTNN) – È molto più di uno spunto di riflessione su una nuova geopolitica nell’area mediorientale quello offerto dal ministro degli Esteri turco, in un’intervista al New York Times, dopo la recente missione al Cairo. Ahmet Davutoghu ha parlato della  creazione di un “asse democratico” tra Turchia ed Egitto, che si estenderà da “nord a sud, dal Mar Nero fino alla valle del Nilo, in Sudan, e che non sarà una coalizione contro altri Paesi, come Iran o Israele”.  Alla vigilia della partenza per New York dove parteciperà ai lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che affronterà la questione del riconoscimento dello Stato palestinese, il capo della diplomazia di Ankara ha detto che la calorosa accoglienza riservata alla delegazione turca nel cosiddetto tour della primavera araba, che ha visto il premier Recep Tayyip Erdogan impegnato a consolidare e ad aumentare i rapporti economici con Egitto, Tunisia e Libia i cui regimi decennali sono stati rovesciati in pochi mesi,  si spiega con “un’ affinità psicologica” tra la Turchia e i Paesi mediorientali, assoggettati all’Impero Ottomano per quattro secoli.

Davutoglu ha addossato all’ex alleato Israele la responsabilità della rottura delle relazioni ed espresso condanna verso il regime siriano di Bashar al Assad per la sanguinosa repressione delle manifestazioni di protesta e per avere sprecato l’ultima occasione di una democratizzazione pacifica del Paese.

Tornando alle relazioni con il Cairo, Davutoglu ha sottolineato che la Turchia ha deciso di incrementare gli investimenti in Egitto, dagli attuali 1,5 miliardi di dollari a 5 miliardi in due anni, e di aumentare anche gli scambi commerciali con l’obiettivo di passare a 3,5 a 5 miliardi di dollari prima della fine del 2012 e a 10 miliardi nel 2015. “Per la democrazia, abbiamo bisogno di una forte economia”.  (NTNN)

Siria-Turchia: tensioni al confine, sfollati in fuga

(NTNN) – Mentre il governo turco continua a farsi carico della crisi umanitaria, carri armati e cecchini siriani sono stati schierati a Khirbet al Jouz, villaggio dove da settimane transitano profughi in cerca di salvezza in territorio turco, appena un chilometro oltreconfine. Il governo di Ankara ha predisposto collegamenti con automezzi civili e della polizia per trasportare i profughi nelle tendopoli di Hayati.

Alcuni testimoni hanno riferito di un assalto delle truppe del presidente Assad al villaggio di Managh, area rurale a nord di Aleppo, e della sostituzione di bandiere turche, issate nei campi profughi in segno di ringraziamento, con quelle siriane. Gli attivisti siriani per i diritti umani parlano di 130 vittime civili e di duemila arresti.

La Mezzaluna Rossa turca ha iniziato a distribuire aiuti umanitari ai profughi siriani ammassati dall’altra parte del confine.

Gli oppositori del regime parlano di almeno 1.300 morti dall’inizio delle proteste e hanno indetto oggi uno sciopero generale in tutte le città del Paese in segno di lutto per le vittime. (NTNN)

B.A.

http://www.ntnn.info/it/home/

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