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Gli alleati sostengono Assad, ma per l’Occidente è spacciato

17 dicembre 2012 Lascia un commento

carlos-latuff-6391Dopo il riconoscimento statunitense ed europeo del Consiglio Nazionale siriano, che da oltre un anno si oppone militarmente al governo del presidente Bashar al Assad, anche l’Europa punta a una transazione pacifica del potere. Al vaglio del Consiglio europeo c’è la possibilità di avviare forniture militari ai ribelli. Per ora, la Nato ha deciso l’invio nel sud della Turchia di batterie di missili anti-missile Patriot. Da Mosca, confermato il sostegno al regime Assad e la decisione di sconfessare il suo viceministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov, dopo che aveva parlato della possibilità della vittoria delle forze di opposizione al regime. Tra le fila dei ribelli, combattenti stranieri che provengono dal Medio Oriente e dal Nord Africa. La popolazione teme che il dopo Assad (oramai vicino) possa avere un risvolto non così democratico come promesso . La rassegna stampa dei giornali siriani e libanesi su Pagina404.

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Emergenza negli ospedali di Bengasi

28 giugno 2011 2 commenti

(NTNN) – Le scorte di medicinali degli ospedali di Bengasi stanno per terminare e la maggior parte dei farmaci provenienti dall’estero è destinata al fronte. Da febbraio sono morte più di 20 persone per assenza di cure mediche e i chirurghi operano soltanto i casi di emergenza, in gran parte feriti da arma da fuoco trasferiti da Misurata a Bengasi.

Nel reparto di oncologia sono più di 200 i bambini in cura e molti genitori sono costretti ad andare in Egitto per comprare medicinali. Mancano guanti per uso chirurgico, garze, farmaci per i pazienti cardiopatici e anestetici; 9 delle 12 sale operatorie sono state chiuse dall’inizio degli scontri.

Nagi Giumma Barakat, nuovo ministro della Salute del Consiglio di transizione libico, ha detto che il contributo dei governi stranieri e delle organizzazioni non governative non è sufficiente a soddisfare le esigenze di tutte le strutture sanitarie della capitale dei ribelli, che accolgono l’intera popolazione della Libia orientale. Gli insorti, che avevano promesso di destinare risorse all’acquisto di medicinali, una settimana fa hanno lanciato un appello -inascoltato- per ricevere finanziamenti e scongiurare così una crisi sociale e sanitaria.

Il ministro ha detto che se continuerà l’affluenza di feriti da Brega, Ras Lanuf e Tripoli, gli ospedali non saranno più in grado di affrontare la crisi. (NTNN)

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